Avvicinandoci sempre di più alla Pasqua, è sempre più significativo osservare le stazioni della Via Crucis che aprono il percorso sacro della Montagna Spaccata, fino alla Cappella del Crocifisso. L’entrata è sovrastata da un’incisione su marmo: “Di qui si va per il monte aperto alla morte di Cristo”, che sottolinea come amore e morte si uniscano nel dono che il Signore ha fatto al mondo con il suo sacrificio.
Questa Via Crucis fu commissionata da Re Ferdinando II quando al Santuario erano presenti i monaci Alcantarini. È caratterizzata da dipinti su maioliche di Vietri, realizzati da Raimondo Bruno nel 1849. Il pannello finale con tutte le stazioni della Passione fu completato nel 1850, sempre dallo stesso autore. Ogni stazione è accompagnata dai versi del poeta e librettista Pietro Metastasio.
La storia di questa Via Crucis è legata ai Borbonici: utilizzando il Monte Orlando come zona militare, fecero rimuovere le antiche edicole che si trovavano lungo la strada. Il sovrano finanziò quindi questa nuova Via Crucis, alla quale fu particolarmente devoto. Soleva infatti venire con la corte a recitarla durante il periodo di Quaresima.
Proprio come facciamo ancora oggi, mantenendo viva una tradizione cristiana che attraversa i secoli.

Ma se Gesù si vede
Di Croce caricato
Paga l’altrui peccato
Il suo immenso Amor.
Il corridoio della Via Crucis è attualmente parzialmente chiuso per le impalcature legate al restauro dell’ala sud-occidentale del Santuario.








