Montagna Spaccata CHIUSA 18 Maggio- 22 Giugno / Grotta e Chiesa Aperte

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Incontro-meditazione su San Francesco di Assisi

Il 13 maggio scorso si è svolto, nel nostro santuario, un incontro su una tematica genuinamente francescana: I legami tra il Testamento di Frate Francesco e il Cantico di Frate Sole. Il relatore è stato Francesco Falzone, dell’Ordine Francescano Secolare, Fraternità di Gaeta, che ringraziamo di cuore per aver accolto volentieri il nostro invito. Il suo discorso, di alta spiritualità, ha assunto il carattere di una meditazione, piuttosto che di una conferenza. Vi hanno partecipato una quarantina di fedeli, che hanno ascoltato l’esposizione con attenzione e interesse.

L’iniziativa, promossa dai Missionari del PIME, si inquadra nel contesto di un importante evento che caratterizza quest’anno 2026: si celebrano gli 800 Anni dal Transito di San Francesco di Assisi, avvenuto la sera del 3 ottobre 1226 alla Porziuncola. Abbiamo inoltre preso in considerazione il fatto che il santuario della SS. Trinità alla Montagna Spaccata registra, nella sua storia, una presenza significativa dei Frati Minori Alcantarini, chiamati così perché seguaci del mistico spagnolo S. Pietro d’Alcantara (1499-1562), dell’Ordine dei Frati Minori. Essi hanno officiato il santuario per circa sessant’anni, dal 1843 al 1903, svolgendo un’intensa attività evangelizzatrice e pastorale, avendo come centro di irradiazione proprio questo santuario, divenuto punto di riferimento spirituale per la popolazione locale. Ecco perché furono poi collocate all’interno del santuario, ai lati del presbiterio, le due statue di S. Francesco e S. Antonio di Padova, e all’esterno, sulla facciata, in alto, la statua di San Pietro d’Alcantara. Gli Alcantarini erano subentrati ai Benedettini che, dopo una permanenza plurisecolare a Gaeta, erano stati costretti nel 1788 ad abbandonare il monastero e il santuario a causa della soppressione degli ordini monastici.

La meditazione su I legami tra il Testamento di Frate Francesco e il Cantico di Frate Sole trae spunto dall’esame della terzultima e penultima strofa del Cantico di Frate Sole, detto anche delle Creature (strofe dedicate l’una al perdono ed alle infermità e tribolazioni, l’altra a sorella morte), composte da Francesco d’Assisi poco prima della sua morte. La penultima strofa del Cantico fu composta in coincidenza temporale con la stesura del Testamento. Nei primi versi, esso narra della sua intuizione di vivere secondo la forma del santo Vangelo, operata per mezzo della sua conversione, sbocciata attraverso il suo incontro dapprima con i lebbrosi e, subito dopo, con il Crocifisso di San Damiano. Se, quando era nei peccati, a Francesco pareva cosa troppo amara vedere i lebbrosi, perché tutto autocentrato in una sete di gloria proiettata nel voler diventare un cavaliere, l’incontro con costoro, intrapreso direttamente per opera del Signore, cambia completamente la sua impostazione mentale e spirituale, descritta nell’iniziare a fare penitenza facendo con essi “misericordia”, letteralmente “dando il cuore ai miseri”, ai lebbrosi per l’appunto, agli esseri umani più reietti del tempo. Il non essere più nei peccati, avendo donato il cuore ai miseri, agli ultimi, permetterà a frate Francesco di comporre il Cantico, potendo amare, lodare e cantare tutto ciò che lo circonda, anche la povertà, le infermità e le tribolazioni e persino la morte.

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